Fattori che influenzano il clima: pressione atmosferica e venti

Un’altro fattore influenzante il clima è la pressione atmosferica. Molti si chiederanno in che modo la pressione possa influenzare il clima. La risposta è semplice e la troviamo nei venti, infatti i venti sono causati dalla pressione. Oggi ci occuperemo di un analisi dettagliata del concetto di pressione e dei venti atmosferici.

Iniziamo stabilendo che la pressione atmosferica è il peso dell’aria sull’unità di superficie. Il valore standard di pressione è uguale a 760 mm Hg ( mercurio ) = 1 atm = 1013 mbar, dati ricvati dall’esperienza di Torricelli ottenuti con un esperimento formato da un tubo sotto vuoto immerso all’estremità in una bacinella di mercurio .

La pressione diminuisce con l’altitudine e con l’aumentare della temperatura e dell’umidità. Gli strumenti usati per calcolarla sono i barometri, mentre su una carta geografica specifica , le linee che uniscono i vari punti aventi la stessa pressione sono dette isobare.

Prima di analizzare i venti bisogna avere chiaro il concetto di gradiente barico. Il gradiente barico è la variazione di pressione lungo una superficie.

A compensare il gradiente barico si hanno movimenti di masse d’aria. Potremo dire che i venti sono spostamenti di masse d’aria da zone di alta pressione a zone di bassa pressione. Un centro di bassa pressione viene detto ciclone, dove masse di aria calda si innalzano  essendo più leggere. Un centro di alta pressione invece viene detto anticiclone dove l’aria secca e fredda essendo pesante scende al suolo. A causa delle forza di Coriolis i venti non seguono il percorso più breve, ma vengono deviati a destra nell’emisfero Nord e a sinistra nell’emisfero Sud. In zone di alta pressione i venti spirano in senso orario , mentre in zone di bassa pressione spirano in senso antiorario.

Al livello della superficie terrestre però il vento subisce un rallentamento a causa dell’attrito con il suolo e inoltre viene deviato. Questo vento viene definito vento ageostrofico. Al contrario un vento che spira in quota senza subire rallentamenti o deviazioni viene detto vento geostrofico. In estate le are di alta pressione (  temperature più basse, molecole d’aria più compresse ) sono concentrate sugli oceani, mentre le basse pressioni sui continenti., in inverno le situazioni si capovolgono.

Le misure dei venti vengono effettuate con anemometri e palloni aerostatici, su velocità e direzione e le misure possono essere orarie, giornaliere, mensili o annuali.

I venti vengono suddivisi in locali, periodici e costanti. Fanno parte dei venti locali le brezze di terra e di mare e le brezze di valle e di monte. La brezza di mare, la si ha quando il mare essendo più freddo presenta una pressione maggiore rispetto al terreno che è più caldo, quindi secondo il gradiente barico i venti spirano da mare verso terra. Al contrario una volta che il terreno si raffredda rispetto al mare che è rimasto riscaldato, i venti spirano da terra verso mare e si ha cosi la brezza di terra. Lo stesso ragionamento va fatto per la brezza di valle e di monte, con le aree montuose scoperte e le valli più riparate.Di giorno si hanno le brezze di valle e di notte le brezze di monte.

Altri venti locali sono quelli mediterranei che vengono riportati nella seguente rosa dei venti e prendono il nome a seconda della loro provenienza.I venti periodici più conosciuti e determinanti sono i monsoni estivi e invernali, che invertono la loro direzion a seconda della stagione e interessano le aree dell’Oceano Indiano e della Cina. Il monsone estivo spira dal mare al continente, quì le masse d’aria si arricchiscono di vapore acqueo e nel momento che arrivano sulle coste portano abbondanti precipitazioni. Il monsone invernale invece spira dal continente al mare, i venti sono secchi e le precipitazioni sono limitate alle coste rivolte Nord.

I venti costanti o su grande scala sono quelli che interessano l’intero globo. Abbiamo gli alisei che spirano dall’alta pressione subtropicale alla basa pressione equatoriale. Poi ci sono i venti occidentali che spirano dall’alta pressione subtropicale alla bassa pressione subpolare. Infine ci sono i venti polari che spirano dall’alta pressione polare alla bassa pressione subpolare. In realtà la distribuzione dei venti non avviene secondo fasce  latitudinali, ma secondo le celle di alta e bassa pressione incentrate sui continenti. Venti particolari sono le correnti a getto , che sono venti molto in quota oltre i 12 km che spirano a circa 500 km/h. Tutti questi venti tutti insieme formano un circuito che viene definito circuito a celle.

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