I terremoti o fenomeni sismici

Il terremoto non è un fenomeno sporadico e casuale, basti pensare che in un anno in Italia ci sono in media circa un milione di terremoti ( uno ogni 30 secondi ), ma solo qualche migliaio di essi è abbastanza forte da essere percepito dall’uomo e solo una decina possono causare gravi danni se si verificano in zone abitate.

Il fatto che i terremoti si verificano continuamente, non vuol dire che si verificano ovunque, infatti le aree dei terremoti sono limitate a luoghi ben precisi che prendono il nome di fasce sismiche e coincidono di solito con le catene montuose e le dorsali oceaniche. Un terremoto è una vibrazione della Terra prodotto da energia liberata in profondità. Il punto di origine del terremoto prende il nome di ipocentro ( o fuoco ) del terremoto.

Una parte  dell’energia che si libera all’ipocentro si propaga come onde sismiche attraverso le rocce circostanti. Queste onde sismiche posso essere di vario tipo ed è possibile studiarle grazie ai sismografi. I principali tipi di onde sismiche sono: onde longitodinali, onde trasversali e onde superficiali.

Le onde longitudinali sono quelle onde in cui le particelle della roccia oscillano avanti e indietro nella direzione di propagazione dell’onda, subendo variazioni di volume, comprimendosi e dilatandosi.

Le onde trasversali invece si hanno quando le particelle della roccia hanno un movimento perpendicolare alla direzione di propagazione e subiscono variazioni di forma , ma non di volume. Le onde superficiali infine sono le onde interne che hanno raggiunto la superficie e si propagano dall’epicentro lungo la superficie come increspature sulla superficie dell’acqua.

La sismologia ha fornito un primo strumento per la valutazione dela forza di un terremoto , introducendo il concetto di intensità, basato sullo studio degli effetti del terremoto e in seguito è stata introdotta anche la magnitudo, cioè la grandezza/forza di un terremoto con cui si manifesta sulla superficie.

La scala di misura più usata in tutto il mondo è la scala Mercalli, che valutà l’intensità del terremoto con i relativi effetti prodotti su persone manufatti e terreno, attribuendo ad ogni località un grado a seconda dei danni verificatisi.

Un’altra scala usata comunemente è la scala Richter, questa scala a differenza della precedente si occupa di misurare la magnitudo, ossia la reale potenza sprigionata dal terremoto. Eccovi un esempio per chiarire le idee.

Un terremoto che si verifica in paesi costruiti con capanne e case di legno avrà una forza distruttiva dal punto di vista dell’intensità (Mercalli) non lasciando integra nessuna abitazione. Lo stesso terremoto se si verificasse in una zona ben all’avanguardia con case antisismiche non avrà il minimo effetto distruttivo, per cui la sua intensità risulterebbe bassa.

Ormai al giorno d’oggi le due scale sono equamente importanti, quindi vengono sempre usate in coppia.

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